La comunità cristiana di Polvica, Chiaiano – Napoli
La Parrocchia San Nicola di Bari, situata nel cuore di Polvica a Chiaiano, Napoli, è un punto di riferimento spirituale e culturale per tutta la comunità.
Fondata per servire le famiglie del quartiere, offre celebrazioni liturgiche, attività catechistiche, gruppi giovanili e iniziative sociali e culturali.
La parrocchia è anche impegnata nella promozione della solidarietà e nella cura pastorale di tutti i fedeli, rappresentando un luogo di accoglienza, preghiera e crescita spirituale.
La Chiesa di San Nicola di Bari di Polvica (Chiaiano - Napoli) è una Chiesa medievale risalente al periodo tra il 1000 e il 1200.
Sorge su di un Colombario del 1° secolo d. C., appartenuto alla famiglia Pomponia, di cui si conserva il cippo
funeraria che è incastonato nel muro della sacrestia.
L'impianto strutturale iniziale della Chiesa era croce greca e successivamente nel 1500 sono state aggiunte altre due
navate, ciò è desumibile dalla presenza di una maiolica raffigurante la Chiesa in quel periodo, con forme tardo gotiche
con bifore.
Negli atti della diocesi, tra le tante, è riportata una visita pastorale del Cardinale Carafa nel 1542 che confermerebbe
tale tesi.
La Chiesa fa parte dell'antico casale di Polvica tra i più vetusti situati nel territorio di Chiaiano (la leggenda narra che
con ogni probabilità - San Pietro abbia attraversato il Casale).
Il suo nome deriva da Pelvi, (bacino idrografico), zona di terreno le cui acque scorrono lungo l'alveo di un canale
torrentizio, sottostante ad un altopiano o montagnola, in particolare l'alveo dell'altopiano dei Camaldoli. Da Pelvi si è
passati a Pelvica poi a Publica come citato nel "proclama di Belisario", il famoso Generale di Costantinopoli, nel
reclutamento obbligatorio del 536 d. C. effettuato per ripopolare l'esercito imperiale, decimato dalla pestilenza
(la nascita della Coscrizione - la chiamata delle armi obbligatoria degli uomini validi dell'entroterra Napoletano, dai casali
di Piscinola, Plajano e Publica).
Su un diploma del Re Roberto Guiscardo fu trascritta come Plubica (nel 1076), mentre Pulvica era indicata sui
diplomi dei Re Angioini. infine fu riportato come Polvica e con tale toponimo è giunta fino a noi, da quando fu data
in feudo dal Vicerè Conte di Monterrey a Giovan Battista Salernitano nel 1631.